|

Come ha già comunicato il sito www.piemonte5stelle.it, il nostro dipendente Ivan Della Valle (foto a sinistra) ha lasciato il seggio in consiglio comunale. Non perché si sia mal comportato: tutt'altro.
Il MoVimento Cinque Stelle in Piemonte ha urgente bisogno di uno staff di persone in gamba per mantenere stabilmente i rapporti dei dipendenti regionali con i territori, con la stampa, con esperti di specifiche materie, con tutti i cittadini pieni di buona volontà. Si è ritenuto, dopo un dibattito con la lista rivolese e con i gruppi piemontesi, che in questo staff potesse entrare a pieno titolo Ivan. Si tratta di un lavoro vero e proprio, retribuito in quanto tale: così Ivan ha scelto di abbandonare il proprio impiego (pagato meglio di quello che sta per iniziare) e soprattutto il ruolo di consigliere comunale, al fine di evitare di avere un piede in due scarpe, cosa che abbiamo sempre criticato. Gli altri del gruppo, dei comitati, i cittadini stessi singolarmente lo terranno d’occhio e se Ivan svolgerà male il proprio incarico, decadrà.
I più forti sostenitori della democrazia partecipativa potrebbero osservare un'incoerenza tra l’accesa critica all'attuale legge elettorale parlamentare e l'abbandono di una carica senza aver consultato gli elettori, reputando che quella legge e questa decisione, allo stesso modo, non considerino adeguatamente il voto dei cittadini. È un’analisi che può stare in piedi: infatti ha sollevato dubbi, anche tra noi della lista "Rivoli a cinque stelle". Lasciateci illustrare perché, ciò nonostante, abbiamo dato il via libera alla scelta di Ivan.
Di base c'è la convinzione che il politico debba essenzialmente fare da mero portavoce delle istanze dei cittadini. Come tale, è intercambiabile con altri.
A ciò si affianca il maggior rilievo che noi attribuiamo al gruppo anziché al singolo. Preferiamo avere tante persone diverse che si cimentano nella politica rappresentativa, non qualche dinosauro che la considera un'investitura (o... un investimento?) a vita. Realizzare questo desiderio in tempi brevi è possibile solo con un ricambio nell'arco della consiliatura, ma agli elettori sta la prima parola: votando, decidono quali portavoce far entrare nelle "stanze del potere". 
Allo scopo di bilanciare queste due volontà, è decisiva la differenza di voti tra i primi candidati: soltanto uno scarto lieve può portare a una rotazione senza, al tempo stesso, calpestare il volere dei votanti. Osserviamo allora gli esiti del 6-7 giugno 2009: volendo considerare i voti disgiunti come preferenze esplicite al candidato sindaco (che, come è noto, entra di diritto in Comune, se la lista ottiene il minimo di legge), ne contiamo poco meno di ottanta, cioè solo una quarantina in più di Davide Antista (foto a destra). Pensiamo dunque che quest'ultimo sia sufficientemente legittimato a prendere il posto di Ivan in sala consiliare.
Infine va osservato che non si tratta di un tradimento del nostro Ivan nei confronti dei rivolesi: non abbandonerà le loro esigenze, ma le terrà in considerazione – a tempo pieno! - al pari di quelle provenienti da tutto il Piemonte, meglio ancora con un aiuto da parte loro.
Ma, anche considerando tutto questo, noi "paladini del web" ci siamo forse dimenticati della voce della Rete nel prendere una scelta così importante? Non proprio. Continuiamo a credere che Internet sia fondamentale per avvicinare i cittadini tra loro, per ascoltare e per scambiare pareri diversi, così come proseguiremo a cercare di tutelare il cyberspazio dagli attacchi censori e ignoranti che provengono dal Parlamento. Al momento, però, nemmeno noi abbiamo trovato un sistema efficace per votazioni on line - cui far seguire automaticamente decisioni - al riparo assoluto da brogli o da attacchi di "crackers" (gli "hackers" malintenzionati, come li definisce anche Wikipedia). Sono molto ben accetti i vostri suggerimenti anche in questo campo.
Speriamo di aver fornito motivazioni valide e trasparenti. Tuttavia rappresentiamo ancora un esperimento e non pretendiamo di avere la Verità in tasca: se non siete convinti, attendiamo vostri consigli per regolare future vicende simili in modo più condiviso, anche coinvolgendo chi non naviga in Rete.
|