- Ognuno di noi è incensurato;
- Nessuno di noi appartiene a partiti politici, ma risponde solo ai cittadini;
- Risiediamo e lavoriamo a Rivoli o nei Comuni limitrofi.
- TRASPARENZA, LEGALITÀ E PARTECIPAZIONE
- ACQUA PUBBLICA
- ESPANSIONE DEL VERDE URBANO
- STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO
- POTENZIARE I TRASPORTI PUBBLICI E LA MOBILITÀ SOSTENIBILE
- PIANO DI MOBILITÀ PER I DISABILI
- INFORMATICA A VANTAGGIO DI TUTTI
- FAVORIRE LE PRODUZIONI LOCALI
- RIFIUTI ZERO
- EFFICIENZA ENERGETICA
- SVILUPPO DELLE FONTI RINNOVABILI
- SERVIZI AI CITTADINI E SPAZIO GIOVANI
- NUOVE AREE ADIBITE ALLO SPORT E AL TEMPO LIBERO
- attuare una costante verifica sugli importi delle bollette del servizio idrico e, soprattutto, sulla qualità organolettica dell'acqua potabile. Numerosi cittadini lamentano infatti un eccesso di calcare nell'acqua potabile: sulla scia di Capannori (LU), vogliamo che la Smat faccia analizzare periodicamente l'acqua potabile;
- definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione all'aumento dei consumi;
- incentivare l'utilizzo dell'acqua potabile dell'acquedotto (la cd. "acqua del sindaco");
- disincentivare l'utilizzo di acqua in bottiglia nelle mense, negli uffici comunali e durante convegni e manifestazioni pubbliche;
- suggerire ai cittadini, oltre che nelle scuole, metodi per il risparmio idrico;
- con la collaborazione dell'ente di ricerca Ecologos di Torino, incentivare la creazione di "case dell'acqua", apparecchiature di produzione che possono fornire gratuitamente al cittadino acqua naturale ed acqua gasata, sia a temperatura ambiente che refrigerata. È positivo pure l'aspetto sociale: le "case dell'acqua" sono anche luoghi d'incontro;
- aumentare, dove possibile, il numero delle fontane pubbliche sul territorio comunale e provvedere ad una loro più frequente manutenzione;
- controllo e ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d'appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d'ammortamento degli investimenti, sul modello delle Esco (acronimo di Energy Service company: un'azienda interviene sull'illuminazione pubblica e ripaga i propri interventi con il risparmio fatto ottenere alla cittadinanza, che pertanto non dovrà spendere nemmeno un euro in più per l'intera operazione).
- miglioramento dello stato di manutenzione e delle attrezzature delle aree verdi esistenti. Ad esempio è evidente a tutti che i boy-scout non hanno i mezzi per gestire il giardino Baden-Powell su corso Francia, un biglietto da visita per la città, dove non si trova neanche una panchina per godere dell'ombra dei maestosi alberi presenti. Dunque l'adozione delle aree verdi da parte di associazioni locali e di gruppi spontanei di cittadini, per la tutela e la manutenzione, dovrà avvenire attraverso convenzioni con il Comune tali da garantire l'eventuale sostegno pubblico;
- allestimento, dove possibile, di nuove aree verdi attrezzate;
- periodico controllo degli alberi dei parchi, dei giardini, dei viali della città;
- studio della possibilità di realizzare "tetti verdi" su alcuni edifici pubblici. È una tecnica che vanta una lunga tradizione nei paesi del nord Europa e che consiste nella realizzazione di verde pensile: si sceglie uno strato vegetale con basse esigenze nutrizionali, idriche e di manutenzione. Si avrà così un contributo alla coibentazione degli edifici, il deflusso delle acque piovane sarà regolato meglio e aumenterà il comfort dei locali;
- cicli di educazione ambientale per tutte le scuole rivolesi, sia di tipo teorico-conoscitivo sia operativo, al fine di aumentare la conoscenza ed i comportamenti eco-compatibili;
- organizzazione annuale della "giornata dell'Ambiente" oltre che di una "Festa dell'albero", come quella di Boffalora (Mi), coinvolgendo le scuole, le associazioni, le realtà produttive e commerciali e tutti i cittadini;
- adesione all'iniziativa "Puliamo il Mondo" ;
- applicazione della legge 113 del 1992, cd. "un albero per ogni neonato": messa a dimora di alberi sul territorio comunale, in numero corrispondente ai nuovi nati dal 1992 ad oggi.
- diffondere il più possibile nelle città e lungo le arterie di comunicazione (es. nelle rotonde) le piante in grado di assorbire le sostanze inquinanti. Anche in questo settore esistono esperienze decennali che hanno ottenuto risultati eccellenti. Si tratta per lo più di mettere a dimora piccole piante e cespugli perenni (esempi: Schefflera, Ficus longifolia, Ficus beniamina, Dracena, Syngonium, Agiaonema, Aglaonema, Philodendron, Epipremnum) in grado di prosperare anche su terreni poveri. Sono belle e richiedono poca o nessuna manutenzione.
- bloccando le aree di espansione edilizia;
- effettuando un censimento delle abitazioni sul territorio;
- valutando l'impatto ambientale di qualsiasi intervento sul territorio e i rischi idrogeologici;
- incentivando le ristrutturazioni qualitative (abbattimento di barriere architettoniche, rispetto delle norme anti-incendio e di sicurezza in generale) ed energetiche del patrimonio edilizio esistente;
- concedendo licenze edilizie soltanto per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d'uso di aree industriali dimesse, previa destinazione di una parte di esse a verde pubblico;
- formulando nuovi allegati energetici - ambientali ai regolamenti edilizi che vincolino la concessione delle licenze edilizie al raggiungimento degli standard di consumo previsti dalla Provincia autonoma di Bolzano (classe C: 70 kWh al metro quadrato all'anno);
- verificando la presenza di parti in amianto (eternit) in tutti gli edifici, sia privati sia pubblici, e operando per la loro sostituzione;
- proseguendo e migliorando le ristrutturazioni delle scuole sul territorio di Rivoli;
- valutando opportunamente le destinazioni di edifici pubblici dismessi: a titolo di esempio, osserviamo che a Rivoli manca un mercato al coperto;
- imponendo nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni l'obbligo del doppio circuito dell'acqua: potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, come per gli sciacquoni;
- utilizzando materiali locali, per quanto possibile, e riutilizzando materiali provenienti dalle demolizioni. Ciò dovrà valere anche per le opere stradali, come la pavimentazione dei marciapiedi.
- potenziare le linee esistenti e crearne di nuove per raggiungere capillarmente ogni angolo del territorio comunale. A Curitiba in Brasile si riesce a far spostare due milioni di abitanti con i mezzi pubblici: perchè non 50.000 a Rivoli?;
- verificare la possibilità di creare, sul territorio della città e nei collegamenti con altri comuni, linee tranviarie e di filobus, che funzionano ad energia elettrica e quindi sono meno inquinanti. Da valutare in particolare la messa in esercizio della versione avanzata dei filobus: l'innovazione sta nella possibilità di prendere l'energia non più dall'alto da una rete di cavi elettrici, ma al livello stradale, aiutando in questo modo anche l'alimentazione di auto elettriche;
- razionalizzare le fermate e le frequenze delle linee attualmente in servizio (a partire dal 36, principale autobus della città, per proseguire con le "navette");
- in relazione all'annunciato arrivo della linea metropolitana, valutare la soluzione più favorevole ai bisogni della cittadinanza, alla tutela del territorio e delle casse comunali;
- mantenere pulite e decorose le fermate, dotandole tutte di opportuni ripari dalle precipitazioni atmosferiche e possibilmente di panchine;
- sostituire i mezzi su cui, per salire, bisogna superare gradini con mezzi la cui salita sia a livello marciapiede, per venire incontro a tutti coloro che hanno difficoltà a spostarsi.
- il potenziamento del car sharing (auto in condivisione), quasi inesistente oggi a Rivoli. Imbarazzante il paragone con Berlino, dove la diffusione capillare del car sharing ha abbattuto del 75 per cento la proprietà delle auto e del 90 per cento il pendolarismo con auto private;
- obbligo per gli enti pubblici di adottare il car pooling (più persone in ogni auto) per far giungere gli impiegati e i dirigenti sul luogo di lavoro ed agevolazioni per i privati che intendono fare lo stesso. L'obiettivo è raggiungere i risultati della Westfalia, regione tedesca che ha fortemente ridotto il pendolarismo con l'adozione di un software a basso costo. Tale programma è in grado di favorire il car pooling e persino d'abbinare i gusti dei pendolari, perciò si può piacevolmente viaggiare con persone che hanno gli stessi interessi risparmiando tempo, denaro e molta fatica per parcheggiare;
- taxi collettivi e mezzi a chiamata.
- l'applicazione delle leggi che promuovono l'utilizzo del trasporto alternativo. In particolare la legge 366/98 (Norme per il finanziamento della mobilità ciclistica) che impone di costruire una pista ciclabile quando si costruisce una nuova strada o quando si esegue la manutenzione su quelle esistenti e la legge 472/99 che destina il 10% delle multe al trasporto alternativo;
- agevolazioni economiche e pratiche (più stazioni, più corsie, mappe che descrivano i percorsi ciclabili i quali devono avere una manutenzione accurata) per chi sceglie di usare la bicicletta.
- migliorare la sicurezza dei marciapiedi e abbattere le barriere architettoniche;
- potenziare il piedibus, cioè il servizio che permette ai bambini e ai ragazzi, con l'aiuto di volontari adulti, di andare a scuola a piedi in tutta sicurezza, svolgendo un salutare esercizio fisico ed evitando intasamenti davanti alle scuole.
- un ufficio comunale che dia un parere vincolante sulle barriere architettoniche. Sarà costituito da tecnici del Comune - anche temporaneamente "in prestito" da altri uffici - e avrà la consulenza di disabili suggeritori/collaudatori, dotati di determinate esperienze stabilite con un bando pubblico. Questo gruppo di lavoro dovrà vagliare ogni modifica urbanistica e architettonica e avrà il potere di fermarla, se non rispetta le esigenze dei disabili;
- per i non vedenti, l'adozione di un sistema ad infrarossi - già presente a Palazzo Grassi a Venezia, per citare un solo esempio - anziché i percorsi tattili progettati dal Comune, costosissimi soprattutto in termini di manutenzione.
- con l'aiuto di associazioni e il coinvolgimento - innanzitutto - dei Comitati di Quartiere, introdurre corsi per conoscere l'informatica (ormai presente quasi ovunque), partendo dal software gratuito Eldy: è un insieme di programmi utili ai principianti di ogni età, che permette loro, tra l'altro, di usare la posta elettronica e di navigare su internet, consultando ad esempio le previsioni del tempo o telefonando gratuitamente con l'ausilio di una cuffia e un microfono (si tratta della tecnologia Voip, vedi oltre). Eldy è interamente in italiano e usa caratteri grandi per agevolare la lettura;
- facilitare, con uno sportello dedicato, la conoscenza del sistema operativo Linux e delle sue varie distribuzioni, prima tra tutte Ubuntu. È un'alternativa più che valida a Windows di Microsoft, in particolare la versione di Ubuntu uscita ad aprile (9.04) è molto accattivante. Ogni versione di Ubuntu è gratuita, a differenza di Windows. Inoltre è molto più al sicuro dai virus;
- seguire con interesse il progetto dell'Ibm finalizzato a rendere le città da 50.000 abitanti (come la nostra) sempre più collegate alla Rete per vari tipi di servizi;
- creare punti pubblici di telelavoro. Oggi molte professioni si svolgono prevalentemente via pc. Per questi impieghi riteniamo assurdo far spostare ogni giorno tantissimi lavoratori per attività praticabili comodamente da casa, con meno preoccupazioni e disagi. Vogliamo favorire le aziende che scelgono di passare al telelavoro, anche solo gradualmente e a rotazione tra i dipendenti. Va in questa direzione la creazione di punti pubblici dove sia realizzabile il telelavoro, sempre riadattando locali già esistenti. Una delle modalità per crearli è spiegata nel passo successivo;
- creare zone wi-fi gratuite a Rivoli. I punti di accesso wi-fi ad internet permettono di collegarsi senza fili. Ci sembra interessante l'idea, già realizzata in tutta Europa, di porre ripetitori wi-fi nei parchi. Più controversa l'installazione di punti wi-fi al coperto: vogliamo valutare recenti studi che sembrano indicare una possibile pericolosità delle onde wi-fi al coperto su soggetti molto sensibili. Troveremo la soluzione più adatta a superare questi disagi. In ogni caso, nei punti d'accesso wi-fi vogliamo che l'accesso a internet sia gratuito per i Rivolesi;
- favorire l'arrivo del Wimax a Rivoli. Questa tecnologia è una sorta di evoluzione del wi-fi, molto promettente dunque per quelle zone della città non coperte dalla banda larga. Anche in questo caso, cercheremo di far sì che l'accesso al Wimax sia gratuito oppure poco costoso.
- in tutti i casi possibili, realizzare gare d'appalto via internet (cd. E-procurement): fanno risparmiare tempo, carta e soldi pubblici e ostacolano la formazione di "cartelli" tra le aziende concorrenti: le offerte arrivano anonime, si può rilanciare in tempo reale ma nessun concorrente conosce le generalità degli altri;
- introdurre OpenOffice su tutti i pc. Funziona come MicrosoftOffice, anzi meglio perché è aggiornato più spesso, e ha il notevole vantaggio di essere gratuito, mentre ogni versione di MicrosoftOffice costa diverse centinaia di euro per ogni pc;
- installare dovunque sia possibile Ubuntu in sostituzione di Windows, come già in Norvegia e nella polizia francese (per citare solo alcuni casi);
- in applicazione dell'art.591 della legge Finanziaria del 2007, usare la tecnologia Voip per le telefonate negli enti pubblici. Questa tecnologia fa passare la voce degli interlocutori attraverso il protocollo internet: si risparmia dunque rispetto alla telefonia fissa e addirittura la telefonata è gratis tra due pc! Inoltre, come approvato a Treviso grazie a David Borrelli dei Grillitreviso, vogliamo che i cittadini possano avere informazioni dagli uffici pubblici tramite il Voip, risparmiando tempo, denaro e viaggi;
- sulla scia dell'anagrafe di Torino, permettere di espletare alcune pratiche burocratiche da casa;
- valutare la sostituzione del browser Internet Explorer con Mozilla Firefox, più stabile e sicuro da virus, per evitare "crash" e perdite di dati dei cittadini.
- poter reperire facilmente sul territorio questi prodotti agevolando, con informazioni dettagliate e norme comunali semplici e chiare, gli agricoltori interessati a creare punti vendita presso le loro aziende agricole o interessati a creare punti di distribuzione self-service sul territorio del Comune;
- sostenere le produzioni locali, incentivando meccanismi di filiera corta che riducono i costi e favoriscono l'occupazione locale;
- istituire la Denominazione di origine Comunale (De.Co), che tanto successo sta avendo in tutta Italia, per tutelare e valorizzare i prodotti tipici rivolesi;
- rendere possibili più aree mercatali, attive una o due volte alla settimana, per la vendita dei prodotti "a chilometro zero";
- promuovere ed incentivare la creazione di Gruppi d'acquisto solidale (G.A.S.) che permettano, alle famiglie o ai singoli interessati, l'acquisto di prodotti alimentari a prezzi concorrenziali e ridotti direttamente dal produttore.
- ridurre i rifiuti con prodotti alla spina, con l'utilizzo di pannolini lavabili (incentivati economicamente dalla Provincia), l'utilizzo di acqua del rubinetto anziché di quella imbottigliata, effettuando il compostaggio domestico dove possibile, cercando il minor utilizzo di imballaggi in plastica e adottando ad esempio il mater-bi, materiale di scarto del mais lavorato dall'azienda italiana Novamont;
- collaborare con cooperative esperte nel riutilizzo e nel riciclo;
- accordarsi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere e fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio;
- permettere nel Comune l'apertura di "Negozi del riciclo" (come a Moncalieri) dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus in denaro: il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato;
- per famiglie ed imprese si deve passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli, meno paghi): il porta a porta, oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all'85%), ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti);
- come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Grillitreviso), potenziare la raccolta differenziata ovunque, in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana: nelle scuole (classe per classe), nei centri sportivi, nei cinema, nelle parrocchie, nei luoghi di lavoro;
- facilitare lo smaltimento di rifiuti ingombranti, riducendo i tempi d'attesa e migliorando il servizio;
- effettuare controlli e interventi puntuali della polizia municipale, in collaborazione con gli eco-volontari, per contrastare l'abbandono dei rifiuti ai bordi delle strade;
- valorizzare gli Ecocentri con informazione capillare alla cittadinanza, miglioramento degli orari di apertura, facilità di accesso e iniziative simili a "sPiazza Mercato" della Provincia di Parma. Si realizza un circuito locale di scambio (sPiazza Mercato, appunto) per ogni contesto territoriale voluto, preferibilmente le isole ecologiche, con l'aiuto delle aziende che gestiscono i rifiuti. Sarà un luogo d'incontro per chi vuole mettere in comune beni ancora utilizzabili o competenze per ripararli (cooperative sociali locali) o per usarli al meglio (ad esempio artigiani specializzati). Si potranno anche creare laboratori in loco. Il cittadino che porta oggetti (o attua buone pratiche di sostenibilità quotidiane) riceverà crediti spendibili in sPiazza Mercato;
- costruire impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano: i rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico, producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (come avviene a Linkoping, Svezia);
- estendere a tutto il Comune la raccolta degli oli vegetali ed utilizzarli per alimentare veicoli comunali (come il trenino Rivolzonzo);
- incentivare e permettere la costruzione di moderni centri riciclo modello "Vedelago" (tecnologia italiana brevettata) dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis plastica e carta), appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente, possono essere poi trattati tramite estrusione e trasformati in composti per l'industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l'edilizia (evitando scavi in cave); costruire anche impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessiccazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello "Vedelago": tutti questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti;
- attivare laboratori per incentivare l'auto produzione di detersivi, pane, pizza, yogurt, ecc.;
- seguire l'iniziativa "Last minute market": i prodotti dei supermercati ancora sani ma vicini alla scadenza e perciò non più adatti alla vendita possono essere recuperati per i bisognosi;
- attuare come a Capannori e come nella Provincia di Parma il progetto "Ecofeste", per ridurre al minimo i rifiuti delle sagre e delle fiere (come la nostra di Santa Caterina), cominciando dall'obbligo di adottare stoviglie riutilizzabili;
- predisporre un "Eco-Sportello" che possa dare informazioni e produrre materiali promozionali sul tema dei rifiuti, fare consulenze e organizzare corsi di ecologia domestica;
- verificare e controllare come vengono smaltiti i rifiuti negli uffici comunali.
- interventi strutturali di razionalizzazione energetica sugli edifici pubblici, ricorrendo a Esco;
- installazione di timer e sensori e controlli per l'ottimizzazione del consumo energetico (riscaldamento e corrente elettrica);
- interventi per l'isolamento termico e per migliorare l'efficienza degli impianti (installazione di contatori e ripartitori di consumo nei condomini con riscaldamento centralizzato; impianti di cogenerazione diffusa - che producono elettricità e calore insieme-, a partire dagli impianti più energivori);
- sostituzione delle lampadine tradizionali con quelle a basso consumo, sia negli edifici sia nell'illuminazione pubblica. La Gemmo spa ha promesso risparmi energetici e di denaro ai cittadini, con il metodo Esco: le terremo il "fiato sul collo" per verificare che non siano solo parole al vento. Inoltre come a Melpignano (Le), uno dei Comuni Virtuosi, riteniamo che anche le luci cimiteriali debbano funzionare a led, così come tutti i semafori (persino Roma sta attuando quest'innovazione!). I led garantiscono una durata enormemente maggiore delle luci tradizionali, consumano pochissima energia e sono chiaramente visibili anche con il sole d'agosto;
- acquisto, quando sarà necessario, di nuovi autoveicoli comunali elettrici o di tipo ibrido e installazione sull'attuale parco auto, di impianti a metano o a GPL;
- l'acquisto di caldaie a condensazione;
- incentivi comunali all'acquisto di elettrodomestici in classe A ++;
- adesione all'iniziativa nazionale "M'illumino di meno" e sensibilizzazione al risparmio energetico. Importante sarà rendere più comodo e utile lo "Sportello per l'energia delle Terre dell'Ovest" per consigli e consulenze relative al tema energia. Vogliamo un "guardiano della luce" in ogni aula scolastica e destinare alle scuole metà dei risparmi così ottenuti.
- Riteniamo opportuno anche agevolare le procedure necessarie all'insediamento sul territorio comunale di distributori di metano e GPL.
- contributi/finanziamenti comunali;
- facilitare le pratiche per l'installazione di impianti da parte dei privati e fornire un servizio di consulenza alla cittadinanza;
- fotovoltaico, mini eolico, geotermico, solare termico su tutti gli edifici comunali, dopo una rigorosa coibentazione e un taglio agli sprechi. A Santa Coloma (presso Barcellona, in Spagna) vi sono addirittura pannelli fotovoltaici sulle strutture del cimitero, a Rivoli ci piacerebbe partire dai numerosi edifici pubblici.
- In ossequio all'importanza che diamo alla salute, vogliamo superare il concetto prestazionale e approdare a percorsi di cura: da un punto di vista logistico, come richiesto ormai da molti anni, riteniamo imprescindibile un nuovo Poliambulatorio funzionale, capiente, confortevole ed attrezzato tecnologicamente in modo da risultare una casa sicura e accogliente per gli operatori e i cittadini. È altrettanto importante individuare nelle politiche locali e nelle scelte conseguenti le condizioni favorevoli al benessere sociale (capacità reddituale, istruzione, casa...), a stili di vita salutari ed un ambiente più vivibile. Vi rimandiamo alla Presentazione.
- Da valutare anche la possibilità di creare per ogni quartiere una figura gratuita di riferimento per le piccole necessità relative alla salute. Si tratterebbe di medici volontari o pensionati.
- Per bisogni legati al volontariato, incentiveremo le aziende che si comportano come la Saet di Torino, che retribuisce i dipendenti anche per le ore da loro dedicate a progetti sociali;
- Prendiamo esempio dalle città con cui siamo gemellati: Ravensburg ha attivato una collaborazione tra clienti e negozianti che permette di finanziare progetti per la città. I cittadini ricevono uno sconto nei negozi che aderiscono e questi fondi vanno a favore di iniziative pubbliche;
- Riteniamo importante affiancare ai servizi comunali forti aiuti per le attività tra privati che non necessitano di denaro ma sono svolte per generosità: è nostra intenzione creare una Banca del tempo come a Rosta. Chi dona parte del suo tempo e delle sue conoscenze sarà ripagato della stessa "moneta" da altri cittadini;
- Oltre alle varie iniziative già descritte per far risparmiare i cittadini (sull'energia, sui rifiuti, sull'informatica, sui prodotti alimentari, sui trasporti) vogliamo imitare il Comodato libri di Mezzago (MI): è da più di vent'anni che le famiglie con figli che frequentano la scuola secondaria a Mezzago, possono avvalersi di questo servizio. È gestito dal Comitato Genitori con il contributo dell'Amministrazione Comunale e consente alle famiglie un notevole risparmio sulla spesa per i libri di testo. Non è però solo l'aspetto economico a rendere valido questo progetto ma soprattutto il concetto di riutilizzo e quindi la cura dei libri avuti in "gestione" che viene richiesta ai ragazzi.
- Dove reperire i fondi per questi servizi? La Lista civica "Rivoli cinque stelle" ha individuato almeno due vie, oltre ai risparmi già descritti:
- è incredibile che a Rivoli non ci sia un cinema degno di tale nome. Apprezziamo il lavoro dei ragazzi che portano avanti il cinema Don Bosco e il Borgonuovo, ma vogliamo aiutarli con soldi e attrezzature più adeguate, oppure realizzando un nuovo cinema (sempre riadattando edifici già esistenti);
- collaborando con locali, come ad esempio i pub, e valutando la possibilità di estendere questa idea anche allo Spazio Giovani che desideriamo e agli oratori, vorremmo più possibilità per i ragazzi di Rivoli e provincia di esibirsi anche in orari notturni, dando sfogo a una creatività sana e nel rispetto dei residenti delle zone vicine;
- vogliamo trovare nuove aree per lo studio e la lettura, specialmente per i quartieri lontani dalla biblioteca;
- riteniamo opportuno favorire le attività culturali, artistiche ed eno-gastronomiche con sconti per la fruizione di più eventi;
- un'attività legata alla salute che si può svolgere nel tempo libero, con gli opportuni ritmi e le dovute cautele, è la donazione di sangue: i Rivolesi sono generosissimi, sapevate che la nostra città è la prima della Provincia per numero di donatori? Vogliamo che l'Avis comunale abbia a disposizione locali più adeguati e raccolga con maggiore frequenza di donazioni, in modo tale da permettere ai nostri concittadini di essere generosi senza incontrare difficoltà di alcun tipo.



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