Per parlarvi della votazione del 18 febbraio 2010, quando il Consiglio comunale ci ha negato la modifica dello Statuto della Città con cui volevamo assicurare la gestione pubblica dell'acqua, abbiamo scelto il titolo "Acqua rubata". Leggendo l'articolo per intero (se vedete la scritta "Leggi tutto", dunque, cliccateci sopra), noterete che non è una forzatura. Tanto più se avete visto la puntata di "Presa diretta", intitolata allo stesso modo, andata in onda il 7 febbraio. Chi l'avesse persa, può guardarla sul sito della Rai, cliccando qui.
La nostra proposta ricalcava la modifica statutaria consigliata dall'associazione dei Comuni virtuosi, che trovate all'indirizzo http://www.comunivirtuosi.org/images/comunivirtuosi/statuto.pdf. Nella sua sostanza, questa modifica è stata accolta in molti Comuni (l'elenco è visibile qui con un click ed è continuamente aggiornato), come a Spoleto grazie anche ai nostri colleghi a cinque stelle.
A Rivoli no. Ricapitolando tutta la vicenda, cerchiamo di descrivere perchè è andata così. Potete in ogni caso farvi un'idea guardando sia il breve video in cima a quest'articolo sia la ripresa integrale della discussione, cliccando sulla foto al fondo all'articolo (prendetevi un'oretta di tempo).
Il 19 novembre 2009 la Camera ha approvato la conversione in legge (n. 166/09) di un decreto (il 135/09), andando a modificare alcuni punti di un'altra legge (la 133/08) che convertiva un altro decreto. Tutte queste norme riguardano i servizi locali di rilevanza economica e favoriscono la loro privatizzazione. Interessante rileggere l'articolo 77 della Costituzione: il governo può approvare decreti «solo in casi straordinari di necessità e urgenza». Quindi il Presidente della Repubblica può respingere le leggi di conversione dei decreti anche senza entrare troppo nel merito, se necessità e urgenza non ci sono. In questa situazione è evidente che esse sono sentite solo da chi vorrebbe accaparrarsi la gestione di tutti i servizi pubblici. Naturale conclusione: il Presidente respingerà queste leggi, direte. Invece le ha firmate. Lasciamo a voi qualunque commento e torniamo in Consiglio comunale.
A parere della segretaria generale Scatigna, l'art. 15 del decreto 135/09 riguarda anche il servizio idrico e dunque impedisce l'attuazione della nostra proposta. Permetteteci un inciso: siamo felici di aver vinto un'altra battaglia di legalità, la dottoressa è rimasta al suo posto e prima o poi riusciremo a trovare il tempo per spiegarvi con chiarezza tutta la vicenda. È giusto dunque che eserciti le sue mansioni con indipendenza e professionalità, senza rendere conto a nessuno ma solo alla legge. Proprio perchè la riteniamo una funzionaria seria e preparata, contiamo che prenderà nella dovuta considerazione le riflessioni giuridiche che le stiamo sottoponendo.
Prima di tutto c'è un ragionamento di buon senso: i precedenti. Tanti Comuni, come detto, hanno sancito la gestione pubblica dell'acqua. Sono tutti fuorilegge?
Tuttavia il buon senso può essere soggettivo. Noi invece ci facciamo forza di un parere molto autorevole perchè proveniente dalla Corte dei Conti lombarda (non esattamente un covo di rivoluzionari). Il Comune di Malnate le aveva chiesto di indicargli quali servizi rientrassero nella categoria "a rilevanza economica", per capire fin dove si spingesse la legge 133/08 e dunque come applicarla. È davvero il punto critico della faccenda: l'art.15 del decreto 135/09 infatti ha piccole modifiche rispetto all'art. 23bis della legge 133/08, ma la sostanza rimane la stessa (vedere per credere). Tant'è vero che la rubrica (il "titolo", detto in parole povere) dei due articoli è rimasto identico: "Servizi pubblici locali di rilevanza economica". La Corte dei Conti lombarda ha risposto (link) che non è possibile individuare definitivamente quali servizi sono a rilevanza economica: il Comune è libero di decidere volta per volta, senza rischio di andare contro la legge.
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Dopo l'illustazione del parere della dottoressa Scatigna, si è passati alla discussione della proposta. Circa un mese prima era stata presentata senza ottenere i due terzi dei voti, essenziali per modificare immediatamente lo Statuto. Dispiaciuti di non aver ottenuto una larga maggioranza, rimanevano però intenzionati a cercare almeno i 16 voti necessari per la nuova deliberazione, perchè l'acqua è vitale e non si può rischiare che venga gestita dai privati. Nella puntata di "Presa diretta", lo dicevano tanti amministratori di diverse forze politiche. I più convinti erano coloro che avevano già subìto la privatizzazione: ad Anghiari - in provincia di Arezzo - come ad Agrigento e provincia. I cittadini erano letteralmente infuriati per l'aumento delle tariffe e per i disservizi. Tanto, al gestore privato cosa importa? È in una situazione di monopolio, può lasciare che gli acquedotti perdano e al tempo stesso aumentare le bollette; i cittadini non hanno alternativa per sopravvivere.
Pensate, è arrivato a capirlo pure il Comune di Torino, impegnandosi per la gestione pubblica dell'acqua grazie a una delibera analoga alla nostra d'iniziativa popolare, pochi giorni prima della seduta che vi stiamo descrivendo (link di commento). Lo ha notato anche il dipendente Tesio.
Ben pochi dipendenti/consiglieri rivolesi, però, hanno pensato di dare un'occhiata alla trasmissione e in generale di documentarsi. Proprio questo è l'aspetto più allucinante: ci accusano di essere demagogici, quindi anche superficiali, proprio i dipendenti che parlano di qualsiasi argomento per sentito dire e senza nessun elemento concreto. Tanto per cominciare, i dipendenti del centrodestra (Pdl e Lega) hanno perso un'ottima occasione per imitare gli amministratori di Biella e persino della Lombardia, che sul tema dell'acqua pubblica hanno votato e si comportano in maniera contraria al governo nazionale. Ma a Rivoli no: se il governo chiama, ci si mette sull'attenti.
Gli interventi sono stati traversalmente simili. Morena, ad esempio, ha insistito sulle dispersioni degli acquedotti, sparando cifre altissime. La realtà parla invece di perdite nazionali del 30% in media, oscillanti tra il 15 e il 45. Noi non diciamo che tutto va bene, ma siamo sempre vigili sulle innovazioni e vogliamo informare su cosa stanno realizzando i ricercatori del Politecnico di Torino... in Qatar, visto che in Italia non sono ascoltati dalle istituzioni, bravissime a piangere miseria quando si tratta di garantire un servizio almeno decente a tutti e altrettanto capaci nel buttare soldi in stupidaggini, senza mai smuovere il fondoschiena dalle poltrone per trovare soluzioni efficaci. I ricercatori hanno pensato a come rilevare a distanza le perdite nelle condutture, per andare a colpo sicuro negli aggiustamenti. Cliccate per leggere un articolo descrittivo. Ancora più importante è che le istituzioni incentivino gli interventi, stabilendo che gli investimenti delle riparazioni siano ripagati dai guadagni immediatamente successivi: in sintesi "più mi fai risparmiare, prima ti ripaghi; raggiunto un tuo piccolo margine di guadagno, mi lasci trattenere tutto il risparmio". Lo scrivevamo nel programma, al secondo punto.
Il nostro impegno, insomma, è coerente. E quello del PdmenoL? Ci sarebbe da ridere se il tema non fosse tremendamente serio. Andiamo a rileggere il programma del centrosinistra: «Si riscontra un orientamento diffuso, volto alla privatizzazione delle reti idriche. Poiché l’acqua potabile è un bene di tutti, il suo approvvigionamento e la sua utilizzazione non possono seguire logiche commerciali speculative. Pertanto l’Amministrazione comunale si impegna a garantirne la gestione pubblica in tutto il suo percorso “dalla fonte al rubinetto”» (per controllare, andate qui e cercate nella pagina sotto ad "Energia/ambiente"). Leggetelo più volte, sembra scritto da Grillo o da padre Zanotelli ma vi assicuriamo che sta nel programma di coloro che il 18 febbraio hanno votato contro la delibera o si sono astenuti. Tra i contrari abbiamo visto il Sindaco (eletto con quel programma!) e il presidente del Consiglio comunale, Sammartano. Otto gli astenuti: Caccetta di "Uniti per cambiare" e ben 7 del Pd, cioè De Francia, Cavallaro, Lucarelli, Bugnone, Santoiemma, Tilelli e Monzeglio. Strepitosi gli interventi di quest'ultimo. È riuscito ad accusarci di demagogia per poi fare un'accozzaglia di considerazioni senza nè capo nè coda: in Sicilia manca l'acqua ed è gestita dalla mafia, a Parigi sono tornati al gestore pubblico ma forse in certi momenti con il privato si trovavano bene (sic!), si può anche pensare a un gestore privato perchè poi si può sempre ritornare al pubblico. Ci faccia capire: la Sicilia è la più grande regione italiana, a quale zona si riferisce? Ed è certo che lì l'acqua fosse in mano pubblica? Inoltre: se la mafia allunga i tentacoli, lo Stato deve rinunciare a combatterla e dare tutto in mano a gestioni private perdendo ogni possibilità di controllo? Quando si passa dal pubblico al privato, quel che si perde sempre è la trasparenza. Provate a chiedere ai cittadini di Cascine Vica se sono contenti del gestore privato di un altro servizio: il teleriscaldamento. Il privato ha comprato la ditta pubblica che se ne occupava e i risultati sono bollette più care e totalmente opache: c'è solo l'importo da pagare, senza spiegare come si è arrivati a quella cifra. Così i cittadini hanno formato un comitato, che stiamo appoggiando. Tornando all'acqua e alla lotta del dipendente Monzeglio contro la logica: a Parigi si è deciso di passare nuovamente alla gestione pubblica dopo circa 25 (venticinque) anni di privatizzazione. A meno di ritenere il sindaco di Parigi un idiota, si può ben immaginare che in tutto questo tempo (un quarto di secolo!) i parigini abbiano avuto modo di soppesare i pro e i contro. Allora perchè ripetere in Italia un'esperienza ritenuta fallimentare da chi l'ha già provata? Per il gusto di buttare via 30 milioni di euro dei cittadini ogni anno come a Parigi (secondo l'assessora Le Strat)?
E questo sarebbe un consigliere vicino ai bisogni dei cittadini, come ripete sempre di se stesso? Ha spiegato ai cittadini, prima delle elezioni, che avrebbero votato un programma per l'acqua pubblica mentre lui è favorevole anche all'acqua privatizzata?
Incomprensibile, poi, l'intervento dell'assessore Fimiani, secondo cui lo Statuto va cambiato a larga maggioranza ed è consigliabile un corso prima di proporne una modifica. Sulla prima considerazione siamo astrattamente d'accordo, ma l'acqua è un servizio universale troppo importante per lasciarlo in mano ai privati, per i motivi descritti: tutto ciò giustifica la necessità di assicurare la gestione pubblica anche a costo di trovare una maggioranza risicata. Lascia straniti la considerazione che serva un corso per cambiare lo Statuto: il nostro dipendente ha seguito tutte le procedure, quindi dov'è il problema? E ancora: a quale Fimiani dobbiamo credere? A quello che fa discorsi così in Consiglio comunale o a quello che si candida con il suddetto programma, che sostiene le raccolte di firme per l'acqua pubblica e che inaugura la casa dell'acqua in piazza Aldo Moro? Casa dell'acqua che sta pure avendo un grande successo, proprio perchè i cittadini possono risparmiare soldi e rifiuti (un risparmio anche per le casse comunali) portando da casa le bottiglie per riempirle di acqua naturale o frizzante.
Ma quante facce e lingue hanno queste persone?
Il risultato è che i dipendenti del Pd in sintonia con i bisogni delle persone sono una minoranza: nell'occasione hanno votato a favore solo Tesio, Paone e la consigliera Zoavo. Per il resto c'è un'affinità trasversale Pd-Pdl (che a volte coinvolge pure altre liste) su tantissimi argomenti, anche i più chiari come questo, e ad avere la peggio sono i cittadini (anche quelli che li hanno votati). Avete trovato qualche diversità tra il discorso di Monzeglio e quelli del governo Berlusconi? Anche il sindaco di Anghiari lo notava nella trasmissione: tanti suoi compagni di partito sono favorevoli agli stessi calcoli del governo.
Lo diciamo con dispiacere, perchè in Consiglio comunale vorremmo discutere di tante idee utili ai cittadini. Anche se venissero dal PdmenoL o dal Pdl, le appoggeremmo volentieri. Invece ci scontriamo spesso con atteggiamenti poco ragionevoli (perchè poco o per nulla documentati, lo ribadiamo ancora) e molto affaristici. I cittadini devono far capire ai propri dipendenti/consiglieri che, per carità, non c'è niente di male a immaginare castelli in aria, ma vogliono in Consiglio comunale soltanto idee proficue e fattibili, senza bugie o luoghi comuni.
Noi intanto insistiamo: presto si discuterà una proposta dell'Idv simile alla nostra anche se molto più "leggera", come ha detto lo stesso proponente (Perez). Ha il notevole limite di non escludere il servizio idrico da quelli a rilevanza economica, tuttavia cerca di raggiungere lo stesso obiettivo. Perciò il nostro dipendente Ivan Della Valle è orientato ad appoggiarla.
CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL VIDEO COMPLETO DELLA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO COMUNALE (18/02/2010)


http://www.youtube.com/user/grillirivolesi
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L'intelligenza collettiva può dare risultati straordinari (guardate quanti link sul tema dell'acqua!), per cui, anche se non ci nascondiamo che è meglio avere tanti consiglieri combattivi, Ivan sta dimostrando che un portavoce della collettività può incidere molto. D'altra parte noi non ci fermiamo: raccoglieremo firme per cancellare la norma in questione... vi terremo aggiornati!
Massì, il Dessì, il PD... ma che dire... Jurassic Park?
Si, ho notato le incoerenze. Sono analoghe alla posizione bipartisan sulla TAV, quella del "si deve fare". Domanda: perché si deve fare? Nessuna risposta.
A domanda non (si) risponde.
Ma Dessì & soci sanno almeno chi fu Ezra Pound e cosa disse su di loro (i politici)? "I politici sono i camerieri dei banchieri".
Incalziamoli sempre, servono tanti cittadini attenti come te!
>Il Wwf da anni chiede che
>venga affrontato «seriamente, in modo completo ed integrato il problema del
>governo dell’acqua, che, come si è detto, non può prescindere dall’istituzione
>delle Autorità di distretto, che rappresentano o possono rappresentare il vero
>momento di sintesi per la pianificazione di una risorsa fondamentale, quale è l’
>acqua, anche per le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici». Ha
>dichiarato Michele Candotti, direttore generale del Wwf Italia. «Chiediamo
>quindi - conclude - che venga stralciato l’art. 15 del dl. 135 e che il governo
>s’impegni ad avviare urgentemente un confronto nazionale, attraverso degli »
>Stati generali dell’Acqua«, tra istituzioni e attori non istituzionali per
>trovare soluzioni condivise per il governo, la tutela e la gestione di un bene
>comune e primario come l’acqua».
>«Con la privatizzazione progressiva dell’acqua, e
>il rischio che essa diventi proprietà di strutture e società private - ha detto
>Orlando in una conferenza stampa - i nostri territorio saranno spogliati della
>democrazia. Pensate a cosa accadrà dove c’è mafia, camorra, e n’drangheta,
>visto che la criminalità è nata proprio controllando l’acqua sul territorio.
>Solo che ora non avremo tanti piccoli don che magari controllano i pozzi in un
>latifondo, ma multinazionali con il monopolio della distribuzione dell’acqua
>nei centri urbani. Si tratta di una drammatica mortificazione della
>democrazia».
>
>Trattare il tema dell'acqua così come si sta facendo in questi
>giorni in Parlamento è «irresponsabile». Lo affermano Federconsumatori e
>Adusbef, secondo cui «non vi è solo una questione di metodo, per cui si intende
>liquidare alla svelta la questione, anche attraverso ipotetici voti di fiducia,
>ma vi sono anche questioni di merito assai rilevanti». Prima fra tutte la
>decisione di privatizzare «in termini definitivi e tassativi la gestione del
>servizio idrico, passando cioè da un monopolio naturale a un monopolio privato,
>senza poter contare, in questo modo, sulla concorrenza di mercato e, secondo
>l'esperienza che nel Paese già si è fatta, determinando maggiori tariffe per
>questo servizio. La seconda questione - osservano le due associazioni - è che
>tale legge espropria i poteri degli enti locali, e, teoricamente, delle
>cittadinanze locali in merito al servizio idrico». (segue)
>Acqua in mano ai privati,
>il governo pone la fiducia
> La privatizzazione dell'acqua non si ferma. La Puglia isolata C. LAVALLE
>
>L'Idv: daremo battaglia in aula
>La Lega: il testo va migliorato
>ROMA
>Il governo ha posto la fiducia sul decreto Salva-infrazioni che contiene anche la riforma dei
>servizi pubblici locali, compresa l’acqua. A prendere la parola il ministro per
>i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, il quale ha aggiunto che la fiducia
>sarà votata su un «maxiemendamento» con un testo «identico» a quello approvato
>dalla commissione che «è identico a quello arrivato dal Senato». Il Carroccio,
>però, si smarca. «Il testo arrivato dal Senato è migliorativo rispetto a quello
>originario, però la Lega sull’articolo 15 (quello sui servizi pubblici locali
>che contiene anche la privatizzazione dei servizi idrici) avrebbe voluto
>migliorarlo per farlo corrispondere con la sua posizione storica a favore dell’
>acqua pubblica». Ad affermarlo il vicecapogruppo della Lega Nord alla Camera,
>Marco Reguzzoni.
>
>Forti critiche dell'Idv. «L’Italia dei Valori continuerà ad
>essere impegnata su questo fronte, sostenendo la battaglia in parlamento ma al
>tempo stesso promovendo un referendum, da abbinare eventualmente a quello
>contro il nucleare e, in caso, anche a quello contro la prescrizione breve».
>Così il portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando, è tornato sul tema della
>privatizzazione dell’acqua. (segue)
>Da: obert-scavori@libero.it
>Data: 17/11/2009 18.50
>A:
>Ogg: I: Privatizzazione dell'acqua potabile
>
>A costo di essere ridondante sull'argomento, le invio copia dell'articolo
>odierno su La Stampa.
>
>Mi sarei aspettato che un sindaco di 'sinistra' alla
>guida di una giunta comunale di 'sinistra',avesse detto o direbbe 'qualcosa di
>sinistra' su questa legge di un governo di 'destra'.
>
>Si capisce, non ci sono soldi, i comuni e lo stato sono sull'orlo della bancarotta perché i costi della
>corruzione sono, appunto, costi e prima o poi tutti i nodi arrivano al pettine.
>
>Che fare? Privatizziamo anche l'acqua e poi, se non basterà (e non basterà), tutto quello che resta dei beni pubblici. Si sta raschiando il fondo del barile.
>
>Ci aspetteremo quindi, che con lei, sindaco di 'sinistra', la
>privatizzazione l'acqua significherà far pagare ai cittadini (e al sindaco) 5
>volte tanto rispetto alle bollette attuali (come in Latina) e la rete idrica,
>se da riparare, non sarà mai riparata.
>
>Così, tutto risulterà che, come riporta l'articolo, " i nostri territori saranno spogliati della democrazia ".
>
>
>Roberto Visca
(segue)
>>privata si stanno pentendo. Potremmo citare Aprilia per il Lazio, in provincia
>>di Latina, ma ce ne sono numerosi altri in tutta Italia che stanno tentando di
>>staccarsi dalle società di gestione private a causa dei continui disservizi,
>>della mancanza di manutenzione di alto livello di acquedotti e depuratori e,
>>soprattutto, dei costi spaventosi delle bollette che devono continuare ad
>>essere pagate dai cittadini nonostante l'evidente incuria. Nella nostra
>>penisola ha preso piede un Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua che
>>raggruppa organizzazioni e associazioni di persone, comunità, cittadini e
>>amministrazioni consapevoli della vitale importanza dell'acqua come bene
>>pubblico, scevro da valutazioni economiche e speculative pericolose per la
>>civiltà umana. Il 9 novembre la Puglia ha presentato a Roma
>>delibera regionale con cui i cittadini e gli amministratori hanno decretato la
>>ripubblicizzazione dell'acquedotto pugliese: un'azione coraggiosa che
>>meriterebbe molta più eco ma che nessuno, tranne il Sen. Lannutti
>>(Italia dei Valori) nel corso della discussione in Senato del 3 novembre e
>>ovviamente gli organizzatori della conferenza stampa romana di lunedì, ha
>>ricordato o assunto come esempio da seguire. Il dato sconcertante è che una
>>legge regionale dovrà contrastare un'impostazione nazionale, statalizzata, che
>>abbraccia la privatizzazione selvaggia del servizio idrico. Ma è comunque un
>>segnale importantissimo. Giovedì 12 novembre il Forum ha indetto una
>>mobilitazione a Roma, sotto il Parlamento, per richiamare l'attenzione dell'
>>opinione pubblica e dei deputati sulla votazione finale della legge di
>>conversione: l'iter sta per concludersi, è bene che i cittadini siano informati
>>che entro il 24 novembre si ritroveranno con l'acqua del rubinetto di proprietà
>>di qualcun altro.
>>
>>Roberto Visca
>>Da: obert-
>scavori@libero.it
>>Data: 11/11/2009 11.36
>>A:
>
>>Ogg: I: Privatizzazione dell'acqua potabile
>>
>>Sull'argomento la informo quanto segue (lettera pubblicata in rete il
>>11/11/2009)::
>>
>>Lo scorso 3 novembre il Senato ha approvato con legge di
>>conversione un decreto legge chesostanzialmente impedisce alle amministrazioni
>>di scegliere tra la gestione pubblica o privata degli acquedotti. Con un
>>emendamento in stile colpo di spugna, l'unico baluardo del regime pubblico
>>dell'acqua (l'affidamento in house) è stato svuotato della propria funzione:
>>entro il 31 dicembre 2011 i Comuni che ancora gestiscono i propri acquedotti
>>dovranno obbligatoriamente
>cedere il 40% delle partecipazioni societarie di >gestione attraverso appalto ordinario: cioè, dovranno cedere quasi l'intera quota di gestione del servizio idrico comune a dei privati.
Il tutto in nome di un adeguamento alle direttive europee in materia di servizi pubblici e di
>>concorrenza. Molti, però, non sanno, che l'Europa non ha mai imposto la
>>privatizzazione dell'acqua, anzi, ha detto l'esatto contrario e rimesso ai
>>singoli Stati il dovere di definire quale servizio pubblico è essenziale e
>>quindi non suscettibile di
>rilevanza economica, e quale invece possa essere
>>liberalizzato.
>>In Italia, il governo con l'articolo 15 del decreto legge 135
>>del 2009 ha tramutato l'
>acqua potabile in merce.
>>Manca solo l'approvazione
>>delle legge di conversione da parte della Camera dei Deputati: una Camera di
>>fatto esautorata della funzione legislativa e che se non fermerà o almeno
>>abolirà l'esproprio forzato degli acquedotti pubblici, metterà sul mercato
>>quello che diverse dichiarazioni internazionali hanno definito un bene
>>universale e un diritto dell'umanità: l'acqua. Le conseguenze sono facilmente
>>immaginabili.(segue)
>Messaggio originale----
>>>Da:
>>obert-scavori@libero.it
>>>Data: 04/11/2009 10.27
>>>A: "sindaco">rivoli.to.it>
>>>Ogg: Privatizzazione ell'acqua potabile
>>>
>>>Buongiorno Sig. Sindaco,
>>>
>>>vorrei sapere quale é la posizione della giunta comunale
>>sull'argomento della privatizzazione acqua potabile.
>>>
>>>grazie
>>>
>>>Roberto Visca
>>- Rivoli